Sismabonus e Super Sismabonus
Sismabonus e Super Sismabonus

Sismabonus e Super Sismabonus

L’art. 119 del Decreto Rilancio (decreto legge del 19 maggio 2020, n. 34) stabilisce che gli interventi realizzati per ridurre il rischio sismico, eseguiti nell’arco temporale 1 luglio 2020 – 30 giugno 2022 (periodo che si estende al 31 dicembre 2022 per coloro che al 30 giugno 2022 hanno realizzato il 60% dei lavori), hanno diritto ad una detrazione fiscale potenziata al 110% delle spese sostenute. A prevederlo è l’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, del Decreto Legge n. 63/2013.

La detrazione in esame elimina la premialità per il salto di classe sismica, requisito prima necessario per avere accesso alla misura fiscale. Una delle differenze con il Sismabonus è proprio l’introduzione della possibilità di indicare con la richiesta di agevolazione “nessun salto di classe”. In sintesi il Super Sismabonus favorisce i piccoli interventi orientati a migliorare la sicurezza statica degli immobili ma senza il vincolo di miglioramento delle classi sismiche degli stessi. Non è stato eliminato, invece, l’obbligo di eseguire gli interventi su immobili collocati in una delle zone a rischio sismico 1, 2 o 3 (esclusa la zona 4).

Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 per interventi di miglioramento antisismico spetta una detrazione dal 70%  fino ad un massimo dell’85% ma è necessario migliorare almeno una classe di rischio sismico dell’edificio. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare e viene erogata in 5 quote annuali di pari importo. Essendo in vigore il suo “fratello maggiore” super Sismabonus al 110%, più conveniente, il Sismabonus classico, meno conveniente e più restrittivo, è utile solo in caso di lavori di miglioramento sismico in edifici non residenziali.

Super Sismabonus

Prorogato fino al 30 giugno 2022 anche il super Sismabonus, che incentiva tutti i lavori di miglioramento sismico (gli stessi del vecchio Sismabonus) ma con percentuale del 110%.
Sono detraibili:

  • demolizione e ricostruzione totale
  • interventi di miglioramento che hanno l’obiettivo di aumentare la sicurezza strutturale preesistente
  • interventi di riparazione locali: cioè lavori su singoli elementi strutturali.

Gli interventi per essere incentivabili devono essere fatti solo su zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, resta esclusa solo la zona 4. Rispetto al vecchio Sismabonus, non sono richiesti miglioramenti di classi di rischio.